188 – Guarivano

Uno diceva che, da quando aveva preso lui la direzione, i malati guarivano tutti come mosche, che non facevano a tempo a mettere piede in ospedale che erano già sani.

Nikolaj Gogol’, L’ ispettore generale, trad. di Serena Prina, Milano, Feltrinelli 2011 [1836]

282 – Senza nubi

Uno diceva che il suo matrimonio era senza nubi. Lo diceva persino alla sua amante.

Judith Thurman su Nabokov, sul New Yorker, il 16 novembre 2015;
dal Repertorio dei matti della letteratura russa, a cura di Paolo Nori,
Milano, Salani 2021

469 – Metafore

Uno aveva detto che l’ironia è una metafora discendente. Per chiarire aveva fatto un esempio: ‘Le sue pupille sono stelle’ era una metafora ascendente, mentre ‘Le sue pupille son padelle’ era una metafora discendente.

Sergej Dovlatov, Taccuini
dal Repertorio dei matti della letteratura russa, a cura di Paolo Nori,
Milano, Salani 2021

455 – Lo zav

Uno che pronunciava male la erre aveva detto, a proposito di un altro, che siccome in guevva non c’eva di chi innamovavsi, ecco che quello si eva innamovato dello zav.

Lev Tolstoj, Guerra e pace
dal Repertorio dei matti della letteratura russa, a cura di Paolo Nori, Milano, Salani 2021 (esce l’11 febbraio)

 

476 – Di tutto

Due parlavano di tutto. Si dicevano l’un l’altro com’erano i raccolti di prima e come quelli di oggi; come vivevano prima i latifondisti, e come vivevano oggi; e che il sale di prima era migliore, e che oggi non c’erano più. i cetrioli di una volta.

Michail Saltykov-Scedrin, I signori Golovlëv
dal Repertorio dei matti della letteratura russa, a cura di Paolo Nori, Mialno, Salani 2021 (esce l’11 febbraio)

471 – Lenin

 

Uno nel 1924 aveva imbalsamato il corpo di Lenin. Quando era iniziata la Seconda guerra mondiale, le autorità avevano deciso di evacuare le spoglie a Barnaul, insieme all’imbalsamatore, a sua moglie e suo figlio, il piccolo Leva. Per loro era stato riservato uno scompartimento. Il piccolo Leva e la mummia occupavano le cuccette
inferiori.

Sergej Dovlatov, Taccuini
dal Repertorio dei matti della letteratura russa, a cura di Paolo Nori, Milano, Salani 2021 (esce l’11 febbraio)